LA MERENDA CONTADINA

LA MERENDA CONTADINA

Gaia Faravellli mag 23, 2020 Food and Wine 0 Comments

Da qualche parte ho letto che noi oltrepadani siamo contraddistinti da una certa “joie de vivre”, che ci rende così simili ai piacentini. Ebbene, credo che sia vero. Riconoscerei un Oltrepadano DOC da lontano un miglio! Anche l'atmosfera che si respira qui è chiassoso e gioioso non poco. Chi ci conosce sa bene l’ospitalità è di casa. Senza tante, troppe cerimonie, chi entra nel nostro cortile è un amico. E con gli amici è sempre bello far merenda!
 
La merenda contadina classica, quella dell’Oltrepadano DOC, è una sola: pane, salame e bonarda. Non ditemi, che non vi è mai capitato di visitare una cantina in Oltrepò in cui non vi sia stata offerta una fetta di salame?! Non ci credo. Può esservi capitato, solo se eravate di passaggio. Chi si prende il proprio tempo per visitare l’Oltrepò, deve tener conto di questo rito, pena l’offesa del contadino.
Ora veniamo alla merenda. Ovviamente la merenda classica si compone di prodotti della tradizione:
1) La micca (difficilmente reperibile al di fuori del territorio pavese)
2) Il salame di Varzi (dop conosciuta in tutto il mondo)
3) il Bonarda (fermo, frizzante, non importa. L’important è che sia “bunarda”)
La micca è un pane di pasta duro, prodotto con farina di grano tenero, acqua, sale e lievito. La pagnotta, che raggiunge i 700 g circa di peso, contiene solamente il 35-40% di acqua, in modo che il pane ottenuto possa mantenersi a lungo fragrante in una zona con clima tanto umido. Caratteristiche della micca sono la sapidità, l’aroma di pasta lievitata ben distinto, la crosta spessa e la mollica bianca, soffice ed elastica. L’impasto tradizionale viene preparato utilizzando il “carsént”, ossia il crescente, parte di impasto accantonata per far da base ai lieviti. La lavorazione è lunga, perché l’impasto deve essere lasciato lievitare una prima volta, poi lavorato ancora, successivamente vengono ricavate le pagnotte, vengono incise e lasciate lievitare nuovamente, prima di essere infornate.
Il Salme di Varzi, quello artigianale, è ricoperto da muffe e con la rete di spago. Si dice che la sua origine risalga ai tempo dei Longobardi, quando questi si insediarono in Valle Staffora nell’Alto Medioevo. Certo è che furono i monaci Benedettini dei vari monasteri dell’Oltrepò a perfezionarne la ricetta.
Il Bonarda. Conosciuto da molti nella versione “frizzantina”, il Bonarda è un vino tipico dell’Oltrepò e perfetto per le tradizioni culinarie del posto. Tutto in Oltrepò si abbina ad un calice di bonarda: anche lo spirito frizzante dei suoi abitanti!
Cin cin! Alla salute!